
martedì 3 aprile 2012
venerdì 9 aprile 2010
Born of Hope
Ecco un altro fan film ambientato nella terra di mezzo. L’idea iniziale nacque nel 2003, quando Kate Madison volle creare un film da candidare ad un concorso per fan film ispirati dalle opere del Professore. Ma è solo nel 2006 che l’idea prende forma e si consolida con l’appoggio dei primi promotori. Nello stesso anno viene girata qualche scena, allo scopo di creare un primo video pubblicitario per il film. Le riprese ufficiali sono iniziate nell’estate del 2008 e riprenderanno quest’estate. Non ci sono previsioni per quando finiranno le riprese. Tutte le Locations sono state scelte nel’isola britannica, precisamente solo in Inghilterra. La trama promette d’essere avvincente, ricollegandosi direttamente agli eventi antecedenti alla Guerra dell’Anello, dove si narreranno le gesta dei Raminghi del Nord prima del ritorno del re, e dove vedremo l’incontro e la nascita dell’amore tra Arathorn e Gilraen, i genitori di Aragorn. Da notare la comparsa dei due figli di Elrond il mezz’elfo, Elrohir ed Elledan. Il cast è composto da volontari che partecipano senza un fine di lucro, è si avvantaggia di componenti come Richard Taylor, tra i direttori del team da oscar della Weta Workshop per gli effetti speciali nella trilogia di Jackson. Che mi resta da dire: vi consiglio caldamente di visitare il Sito Ufficiale in tutta calma, e vedrete che ne rimarrete sbalorditi.. a voi!
Sito Ufficiale
http://www.bornofhope.com/
venerdì 19 marzo 2010
venerdì 18 settembre 2009
giovedì 13 agosto 2009
Les Korrigans et Pascal Moguérou

Alcuni anni fa durante un viaggio nelle terre di Bretagna, venni a conoscenza dell'esistenze, nel folklore Bretone, di un folletto da loro chiamato Korrigan. Nella cultura di questa regione del Nord della Francia è molto sentita l'appartenenza alle radici e al folklore, molto comune con i popoli anglosassoni come Irlanda e Scozia. Sugli scaffali dei negozi di suvenir questi folletti birboni non mancono mai, viaggiando per le strade di questo bellissimo paese non manca di trovare locande o pub dedicati a Les Korrigans. Girando per le librerie del posto alla ricerca di notizie sul folklore bretone, mi sono imbatutto in un illustratore incredibile il suo nome e Pascal Moguérou.

"Nel folklore bretone, il Korrigan è uno spirito fatato o simile ad un nano, infatti il termine sta a significare proprio “piccolo-nano”.
I Korrigan hanno splendidi capelli e luminosi occhi rossi. Odiano i preti, le chiese, possono predire il futuro, cambiare forma, muoversi alla velocità della luce e curare malattie con degli incanti. Se un essere umano risulta loro simpatico, possono anche decidere di svelargli uno di questi incanti. Durante le ore della notte essi sono creature estremamente belle ed incantevoli ma, al mattino, i loro volti diventano orrendi e grinzosi, così che raramente si mostrano in questa loro forma. Si narra che un tempo essi furono principi e principesse che si rifiutarono d’accettare la venuta del Cristianesimo e, pertanto, furono tramutati in spiriti per via di una maledizione di Dio. Questo spiegherebbe il perché della loro esistenza.
Si dividono in diverse tribu: i Kornikaned, abitanti dei boschi, i Korils, abitanti delle pianure, i Poulpikans, abitanti degli stagni e dei laghetti e i Teuz, folletti domestici, che vivono nelle case o nei dintorni.
Si dice che Carnac, con i suoi allineamenti, sia la capitale del reame Korrigan e che la più importante colonia di Korrigans abiti nelle profondità sotterranee di questo luogo magico.
In molti racconti popolari si narra che i Korrigan s’adirano ogni qual volta un essere umano li scopra a danzare, oppure quando siano sorpresi a cercare un tesoro e che, per dispetto, rapiscano i bambini umani sostituendoli con i piccoli della loro specie.

Pascal Moguérou nato in Bretagna 47 anni fa , fa parte di una nuova generazione di illustratori che restituisce le loro lettere di nobiltà alle creature di Faerie. Primo artista ad issare alto il gonfalone delle edizioni Au Bord des Continents coi suoi libri sui Korrigans, Pascal Moguérou è diventato poi molto famoso con "L’heure des fées" per poi ritornare sulla scena fiabesca con due libri . Da una parte la sua partecipazione al libro "L’Univers des dragons sorti" di Daniele Maghen, dall'altra parte il suo Sketchbook uscito con l' edizioni Au Bord des Continents dove l'illustratore consegna schizzi e piccoli segreti
Le sue Opere:
- Légendes et contes de Bretagne
- Les Korrigans et autres bugale an noz: Tome 1
- Les Korrigans ou les petits contes secrets de la Lande: Tome 2
- Baltimore & Redingote
- Les Mari Morgans et autres légendes de la mer
- Croquis de Korrigans
- Le Gran Livre des Korrigans
- L'heure des fées
- L'univers des Dragons : Tome 1
- L'univers des Dragons : Tome 2, Deuxième souffle
- Sketchbook
Alcune sue illustrazioni sul suo MySpace


sabato 20 settembre 2008
Finalmente al cinema
Davvero un bel film, in molti lo criticavano, non amavano l'idea di vedere un star wars in computer grafica, ma il film a sbalordito tutti, non ha nulla da invidiare agli altri, una guerra continua e una buonissima storia e trama, e chi si aspettava di vedere un padawan di Anakin Skywalker o il figlioletto di jabba the hut.
martedì 26 agosto 2008
Achmed the Dead Terrorist
Good evening..INFEDEL
Silence, I kill you!!
Battuta sugli ebrei
Achmed: 2 ebrei entrano in un bar .....
Jeff: No, no .....
Achmed: Cosa?
Jeff: No
Achmed: Cosa ? Non vuoi Ebrei nel tuo Bar?
- Razzista Bastardo!!!!!
Jeff: No Intendevo che non voglio battute razziste nel mio spettacolo.
Achmed: Ah , ok che ne dici se li ammazzo, gli ebrei?
Jeff: no
Achmed: sto scherzando. non ammazzerò gli ebrei,no
- Gli lancerò un Penny e li guardero combattere fino alla MORTE
sabato 7 giugno 2008
giovedì 8 maggio 2008
Pdor, figlio di Kmer, della tribù di Star
Io sono Pdor, figlio di Kmer, della tribù di Star, colui il quale può leggere nel presente, nel passato e anche nel congiuntivo!!!!!!!
Uno dei migliori schec del famoso trio Aldo Giovanni Giacomo (Aldo Baglio, Giovanni Storti e Giacomo Poretti.
martedì 6 maggio 2008
Brancaleone 'Lo cavaliere da Norcia'
Nel 1966 dal genio del regista Mario Monicelli 1966 nasce il piu grande eroe del cinema italiano del dopoguerra, Brancaleone da Norcia.E' coraggioso, generoso, cavalleresco, eloquente, tutte qualità indossate su una natura di fondo selvatico-agreste, che a volte l'aiuta a volte lo danneggia. Il suo problema principale è di essere uno spiantato: le armi, il cavallo, la sua messa in scena - compresa la capigliatura - non corrispondono all'ampiezza dei suoi desideri.Ha una forte tendenza ad andare a sbattere, un po' per destino non felice, un po' perché se le cerca, forse per mostrare a sé stesso come riuscirà a saltarne fuori. Non si scoraggia mai, neppure quando si trova appeso a venti centimetri da un palo aguzzo. L'armata non è numerosa né ben fornita di armamenti e di cibarie, però gli è a suo modo fedele, anche perché altre alternative non se ne vedono.L'Armata Brancaleone
Nell'Italia dell'undicesimo secolo, Brancaleone da Norcia, unico e spiantato rampollo di una nobile famiglia decaduta, dotato però di una non comune eloquenza ed animato da sane virtù e cavallereschi principi, guida un manipolo di misera bili e coloriti seguaci alla presa di possesso del feudo di Aurocastro, secondo quanto dettato in una misteriosa pergamena imperiale che gli stessi miserabili gli porgono e che affermano di aver rinvenuto in modo del tutto lecito e casuale, in realtà rubata al s uo proprietario: un cavaliere aggredito e creduto morto.Attraversando tutta la penisola, viene coinvolto in diverse avventure: entra in una città apparentemente deserta dando licenza di saccheggio, salvo scoprirla poi infestata dalla peste, dopodiché si aggrega al monaco Zenone, che, a capo di un gruppo di pellegrini, è diretto a Gerusalemme per unirsi alla lotta per la liberazione del Santo Sepolcro, salvo poi riprendere la strada di Aurocastr o dopo che Zenone precipita in un dirupo attraversando un ponte sospeso precario ("cavalcone" nel film) combatte interminabili duelli cavallereschi, incontra un principe bizantino diseredato che si aggrega all'armata e tenta di e storcere denaro alla propria famiglia, salva una giovane prom essa sposa per poi scoprirla tutt'altro che illibata. Giunta al feudo da conquistare, gli abitanti del luogo si affrettano a consegnargli le chiavi del castello prima di scappare lasciando l'armata sola a fronteggiare l'arrivo dal mare e l'attacco da parte dei pirati Saraceni. Brancaleone e il suo piccolo esercito sono fatti ben presto prigionieri ma vengono liberati da un misterioso p ersonaggio che si rivela essere il cavaliere erroneamente creduto morto all'inizio della storia. Questi, il vero e leg ittimo destinatario della pergamena, condanna Brancaleone e i suoi armigeri al supplizio come ladri e usurpatori ma proprio quando la sentenza sta pe r essere eseguita arriva insperatamente in loro aiuto il redivivo monaco Zenone, che, sempre a capo del gruppo di pellegrini diretto a Gerusalemme, costringe i cavalieri a liberarli per unirsi alla lotta per la liberazione del Santo Sepolcro. I nostri dis perati sono ben felici di unirsi al gruppo per scampare alla morte e cercare l a gloria in Terra Santa, partecipando alle Crociate.Brancaleone alle Crociate
Spider pork - The Simpsons
Spider Porch, Spider Porch, il soffitto tu mi sporc,tu mi balli sulla test, e mi macchi tutto il rest, tu quàààààà, ti amo Spider porch
mercoledì 9 aprile 2008
"Hagar The Horrible" di Dik Browne

Richard "Dik" Browne nasce a New York (USA) l'11 agosto 1918. Esordisce nell'editoria come illustratore e nel 1941 è assunto dal settimanale "Newsweek". Richiamato alle armi, alla fine della Seconda guerra mondiale riprende la sua attività di illustratore realizzando anche numerose campagne pubblicitarie. Nel 1954 conosce Mort Walker e insieme danno vita a una serie familiare che diverrà assai popolare, Hi and Lois (in Italia Pippo e Lalla o Ciccibùm). Dal 1973 scrive e disegna anche strisce quotidiane e tavole domenicali di Hagar, uno scalcinato vichingo che fa davvero di tutto per sembrare terribile, ma in fondo è soltanto un simpatico bonaccione tutto casa e osteria. Muore a Sarasota (Florida, USA) il 4 giugno 1989.
Hagar The Horrible
Hagar è un truce vichingo che vive di razzie e saccheggi come tutti i buoni vichinghi che si rispettino. Eppure ne pittoresca cornice di un medioevo oscuro e terribile come ce lo siamo sempre immaginato, l’autore, lo statunitense Dik Browne, è riuscito a inserire tutti i gustosi elementi di una saga familiare, con i tempi , le battute e gli effetti umoristici tipici, quasi, di una sit-com televisiva . Hagar veste con un’incredibile pelle d’orso piena di pulci e indossa l’elmo con le corna che distingue i capi tribù, ma sotto sotto , è un pendolare della pirateria, tutto casa e scorribande. Tanto meticoloso sul lavoro, quanto rassegnato alle noiose beghe domestiche che, con una moglie, due figli e un regno a carico, certo che non mancano. E’ insomma un tipico uomo medio nel quale è facilissimo riconoscersi. Forse è per questo che il successo gli arrise immediatamente fin dal 1973, anno della sua apparizione sui giornali quotidiani. In appena un paio di anni la creatura di Browne sfondò il tetto delle 600 testate che ne pubblicavano giornalmente una striscia. Un risultato ottenuto da pochi personaggi nella storia della syndication americana e comunque da nessun altro in così pochissimo tempo. Dik Browne fisicamente assomiglia in modo impressionante al suo vichingo e su questa scelta del nome della serie circola un curioso aneddoto. Pare che un giorno BoB e Chris, i due figli di Browne, stessero litigando in casa e che le loro urla avessero svegliato il padre che dormiva al piano di sopra. Quando Dik comparve scarmigliato e assonnato sulla cima delle scale di casa uno dei due disse: “Guarda se non sembra Hagar l’Orribile”. Da qui il nome della serie e la scelta di autoritrarsi nel protagonista. Chissà che leggendo non scopriate che c’è un po di vichingo anche in voi…..Il Predone della porta accanto
Fin dai tempi della storia del fumetto, le strip si sono indirizzate alla rappresentazione della vita familiare borghese, prediligendo quella “americana” , naturalmente. E in un Paese come gli Stati Uniti, in cui due terzi delle ricchezze sono in mano a vedove, il modello dominante di rapporto familiare e quello di un marito che porta a casa i soldi ( per poi morire d’infarto relativamente presto), e di una moglie che comanda. Lo chiamano matriarcato. Un ordinamento una volta impensabile in un paese latino, prima della colonizzazione culturale degli americani. Non e quindi un caso che una strip familiare umoristica di successo abbia quasi sempre alla base questo meccanismo: un uomo completamente sottomesso dalla moglie, senza rendersene conto. Bé, e quando si tratta di un’altra epoca storica? Semplice, non cambia niente. Anzi, spesso la cosa più divertente è proprio questo anacronismo; lo si può vedere, per esempio, nel cartone I Flintstones di Hanna e Barbera, con personaggi della middles class che viaggiano in automobile ( spingendola con i piedi,non c’e’ motore ) per andare al lavoro impiegatizio.
Hagar di Dik Browne, non fa eccezione. Cavolo, è un vichingo, mica scherzi. Parte per saccheggiare Parigi. Mette a ferro e fuoco castelli e città. Va in giro col drakkar, il suo veloce veliero, a scorazzare per tutta l’Euoropa. Eppure è anche il pacioso padre di famiglia, intimamente timoroso della moglie, che non vuole fare arrabbiare a tutti costi. La sua indipendenza (oltre a quella professionale di vichingo) la va a dimostrare fuori, andando a ubriacarsi di birra con gli amici. E la brava moglie americana, oops, vichinga, scusate, manda avanti la casa e si rassegna a lasciare al marito piccole libertà, come quella di essere lurido e mangione. Bene, se l’idea è abbastanza convenzionale, il suo svolgimento è del tutto personale, perché nella convenzione Browne porta le cose alle sue ultime conseguenze. I vichinghi, per esempio. Un branco timoroso del capo che svolge le sue mansioni con professionalità: pilotare la barca, rattoppare le vele, dare fuoco alle città. Oppure il Dottor Zook, uno psicanalista ante litteram, che cura i problemi dei suoi pazienti a base di intuizioni pre-freudiane e mitologia celtica. Anche lui ha i suoi problemi: i pazienti. O Eddie lo Sfigato, il vice di di Hagar, sottomesso al capo, ma con l’indipendenza che la tontaggine conferisce automaticamente a ogni tonto. Su tutti troneggia Hagar, corpulento, barbuto, ritratto di Dik Browne con in più l’elmo cornuto e la sua famiglia.
La moglie Helga, anche lei con l’elmo vichingo, pettoruta come un soprano wagneriano, manda avanti la casa con paziente autorità, o, se vogliamo, con autorevole pazienza. Ma sa benissimo come stanno le cose, e istruisce la figlia Honi, altro soprano wagneriano, ma più giovane, su come stanno le cose e su come comandare gli uomini senza parere. Hagar, da bravo capo famiglia che lavora, sa benissimo che la cultura, i libri, le poesie, insomma, tutte quelle cose lì, sono buone soltanto per i perditempo. Lui ha messo in piedi una ditta di saccheggiatori specializzati, con fatica e amore per il lavoro,gente come il potente Zozzo Dirk, e vorrebbe che un giorno suo figlio subentrasse a lui nella conduzione. E al contrario, con sua somma disperazione, il figlio Amleto, è timido, romantico e ama la letteratura. Invece a dar molte soddisfazioni al vecchio Hagar c’e lui: aggressivo ( soprattutto col padrone) , intelligente e coraggioso, un vero e proprio vichingo, il suo fido compagno di avventure, il miglior amico dell’uomo, il suo cane Snert.
Comunque, finche ci saranno scorrerie da fare, paesi da conquistare, mondi da scoprire, birra da ingurgitare, risse da provocare, sbornie da prendere, festini da rovinare, bagni da evitare, pasti rovinosi da inghiottire, navi da condurre, spalti da scalare, castelli da espugnare, libri da ignorare, mogli a cui obbedire, truogoli in cui mangiare, finche ci sarà tutto questo, ci sarà Hagar, il vichingo detto “l’Orribile”, con un pancione, la sua simpatia, le sue corna, e ci saremo anche noi a divertirci delle sue avventure.



